Dai buchi neri al big bang

Di Sthepen Hawking

Nella visione tolemaica l’ universo, o almeno quello che definivano loro era i pianeti che giravano intorno alla terra, l’io dell- universo. Poi come sappiamo la rivoluzione copernicana e le scoperte di Galileo ( con santa inquisizione alle calcagne) porto il sole al centro del nostro circolo. Vivevano in un sistema fisso e determinato, quindi fu una grande scoperta( da Edwin Hubble) che l’ universo era in espansione e che le stelle si stavano allontanando.( calcolando la lunghezza d’ onda che a quanto pare vira verso il rosso, quindi quelle più grandi). Questa scoperta fu rivoluzionaria perché portò a pensare come fosse l’ universo prima del tempo. Ed ecco che sputa la teoria del big bang. Certo che pensare che il nostro universo sia nato da una singolarità dove non regnavano di certo le leggi che ora regolano l’ universo. Una massa caldissima che ha dato origine agli elementi che conosciamo oggi e che sotto pressione a determinato la dilatazione e alla formazione del neonato universo. Questi metteva d’accordo sia il clero che gli scienziati, perché questo significava che vi fosse stato un’ inizio e che un dio abbia dato il via a questa origine.certe persone storcevano il naso e preferivano pensare a un universo più ridotto che alla fine si era espanso.

I buchi neri dovrebbero essere la riprova dell’ esistenza dell’ origine. Nati dal declino di una stella che finito di bruciare il suo comburente interno vede ridursi la sua dimensione e sotto la spinta della forza gravitazionale collassa su se stesso risucchiando tutto ciò che vi è attorno,anche la luce stessa, perché niente può uscire da esso. Ecco perché neri.

Il fronte degli eventi ecco.come si chiama il limite del buco nero forse perché al di là non si sa cosa può accadere a parte essere soggetti a enormi forze che agiscono e anullerebbero la nostra stessa esistenza

Rimangono un mistero affascinante, ma pur sempre un mistero.

L’ epoca del novecento per i fisici rimane la più affascinante. La volontà di conoscere l’ immensamente grande andava di paripasso con l’ immensamente piccolo e la nascita della Meccanica quantistica, basata non sulla certezza, che era il mantra dei fisici fino ad allora, ma sulla probabilità. Se volevi conoscere la posizione di elettrone non potevi conoscere la sua velocità. Per misurare la posizione dell’ elettrone dovevi usare una lunghezza d’onda tanto piccola, ma che possedeva un energia in grado di deviare l’ elettrone e quindi la sua velocità. Il principio di indeterminazione fu uno dei primi.

L’ elettrone ha la capacità di comportarsi sia come un onda che come punto, qui il dualismo onda corpuscolo. Se si fa passare elettroni attraverso due feritoie, daranno origine a il fenomeno che si nota con le onde: bande alternate chiaro scuro( le onde si sommano o si annullano a vicenda)

Questa indeterminazione faceva storcere il naso a molti, tra qui Einstein, dalla meccanica quantica nasce la frase ” Dio non gioca a dadi”. Sembra fantascientifico, ma gli stessi supporti elettronici a cui facciamo affidamento si basano sulla meccanica quantistica.

Questo mi parlare degli universo buchi neri ed elettroni era per introdurre il libro che ho recentemente letto e che approfondisce queste tematiche. Di certo il.compianto sthepen hawking le avrà esposte in modo più limpido. A voi il piacere della scoperta.

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